Il mio secondo parto!

Ho pensato moltissimo a come sarebbe stato il mio secondo parto. Se con il primo ero “incosciente” e non sapevo minimamente a cosa andavo incontro questa volta era completamente diverso. Conoscevo quel dolore, ma non conoscevo quella sensazione che prova una mamma nel dare alla luce in modo naturale il proprio bambino. Ed io stavolta lo desideravo, lo desideravo davvero con tutta me stessa. Ne avevo parlato con la mia ginecologa e lei, senza problemi, mi sosteneva. Diceva che l’importante è che si superino 16 mesi tra un parto e l’altro e che l’unica cosa, purtroppo, importante da considerare è che una vbac (parto naturale dopo un cesareo) non può essere indotto. Quindi tutto doveva partire naturalmente. Se a 41+3 non avrebbe deciso di nascere in modo naturale avrei dovuto fare un secondo cesareo.

Confesso che questa gravidanza, a differenza della prima, è davvero volata. Mi sembra di aver fatto il test e in un attimo dopo essermi trovata al 5 mese di gravidanza senza che io me ne fossi accorta. Certo avevo Christian da seguire e non avevo il tempo necessario per godermi la gravidanza e per pensare, riflettere. L’unico mio desiderio e pensiero era poter fare un parto naturale. Gli ultimi 2 mesi sono stati davvero eterni, la pancia pesava moltissimo, ero stanca e stare dietro a Chris non era facile. Anche lui aveva sicuramente bisogno di me e chiedeva attenzioni ma io mi sentivo limitata, non avevo la forza di fare nulla e devo dire che questo mi dispiaceva moltissimo soprattutto per lui. In ogni caso, come per Chris, più la data si avvicinava più il tempo sembrava che si fermasse… Arrivo a 40 settimane e come la volta precedente prenoto il tracciato per la settimana successiva. Aspettavo con ansia che arrivassero, quelle (maledette?) contrazioni.

6 novembre: San Leonardo, il suo onomastico. Quella mattina Christian era al nido ed io non mi sentivo particolarmente bene, ma non ci ho fatto molto caso, d’altronde nell’ultimo periodo di gravidanza chi è che si sente bene?.

Quella mattina arriva a casa mio suocero a lasciare delle cose per mio marito e alla sua frase: “stai bene? ti vedo molto gonfia”. Sinceramente un po’ mi fece sorridere, era difficile non esserlo in quelle condizioni. Dopo un paio d’ore inizio a ricevere moltissimi messaggi per l’onomastico del piccolo, con frasi del tipo “chissà se nasce nel suo giorno” “dai Leo oggi è il giorno giusto” ecc ecc.. tra cui una mia amica che mi dice che sarebbe venuta a trovarmi. Quel pomeriggio, a sorpresa, arrivano anche mia suocera e mio papà, nulla di strano sinceramente ma in un attimo mi ritrovo la casa rumorosa e tutti con frase “hai la pancia troppo bassa” “sei strana” “hai il viso strano” frasi di questo genere che nell’insieme un po’ sinceramente mi fanno riflettere.

Arriva sera, arriva mio marito dal lavoro ed effettivamente mi sento un po’ strana, non so se era il sesto senso, se mi ero fatta “condizionare” o se davvero ero arrivata “alla fine”. Faccio una doccia, qualche battutina a mio marito sul futuro parto, mettiamo a nanna Chris e ci addormentiamo, anche stavolta, abbracciando il pancione ormai gigante.

Mi sveglio di soprassalto  verso le 2.30 di notte con la rottura del sacco, tutto avevo immaginato tranne quello. Perdevo tantissimo liquido, credetemi. Sveglio mio marito e dopo qualche ora corriamo in ospedale. Prima, però, saluto Christian ( che dormiva profondamente) baciandolo ed affidandolo alla nonna, con la consapevolezza che non sarei più tornata da sola.

Sono le 5 del mattino e per strada mi sembra di rivivere un po’ le stesse emozioni di 2 anni e mezzo fa, stessa ora, ma questa volta perdendo tanto liquido e zero contrazioni.

Una volta arrivati in ospedale, mi fanno il tracciato e aspetto la visita della mia ginecologa. Lei conosceva il mio desiderio ma dopo la visita mi fa rivestire e dice a mio marito che avrei dovuto fare un secondo cesareo. Avevo perso troppo liquido, le contrazioni non c’erano, avevo un tampone positivo e un vbac non poteva essere indotto. Era meglio non rischiare. Un colpo al cuore, credetemi, io desideravo il travaglio, desideravo soffrire.

Mi consegnano la camera e mi programmano il cesareo per le 11 del mattino. Mi sfogo con mio marito, con la mia famiglia, sono demoralizzata. Non avrei mai provato quella sensazione ed emozione che prova ogni mamma a dare alla luce in modo naturale il proprio bambino. Mai!

Arrivano le ostetriche, mi visitano e mi preparano per il cesareo. “Ero pronta”, e mi sento dire che aspettiamo solo l’ok dal ginecologo che arriva a breve e andiamo in sala operatoria.

Abbraccio la pancia, forse per l’ultima volta, ero seria, ero tesa ed eccolo… guardo mio marito e senza dire nulla ecco un’altra volta, io quel dolore lo conosco, lo conosco bene. Una dietro l’altra, tutto cosi velocemente che non ho nemmeno (forse) il tempo di capire. Arriva il ginecologo, arriva l’ostetrica e mi dicono che se le contrazioni erano partite potevo farcela, che avrei provato a fare un parto naturale. Mi visitano, mi fanno il tracciato e in attimo mi ritrovo dilatata di 3 cm, ecco si va in sala parto. Non so quanto ci abbia messo, anche questa volta ad arrivare in quella sala, ma penso abbastanza. Sempre stringendo la mano a lui, colui che mi ha sempre sostenuta, mio marito.  Arrivo in sala parto, dilatazione 6 cm. Potevo farcela. Dovevo farcela. Credetemi mi incoraggiavo da sola, ma non è stato facile, il dolore non si può descrivere. Lo dimentichi, è vero, ma in quel momento il dolore è davvero tosto. Ti distrugge, il mal di schiena era insopportabile. Non erano le contrazioni a farmi stare male ma la schiena, le gambe dopo le contrazioni. Leonardo era posizionato, era in basso, era pronto. Io forse un po’ meno. Confesso, ad un certo punto, per assurdo di aver chiesto perfino il cesareo, il dolore era insopportabile. Ho chiesto anche l’epidurale, ma mio marito mi fece riflettere.. c’era il rischio di rallentare tutto mentre io invece potevo farcela da sola se ci credevo, perché in fondo era quello che desideravo. La voglia di spingere era tanta, mi dissero di concentrarmi sulla respirazione. Ho chiuso gli occhi e stringendo la mano di mio marito inizio a provare quella nuova sensazione che che non avevo provato con Christian, quella di spingere, quella di far nascere il mio bambino, il mio Leo. Urla di dolore, attimi intensi di contrasto tra forza e debolezza, ma per fortuna poche spinte e lui finalmente era fuori, era mio.. era venuto al mondo … Non so descrivere a parole l’emozione che si prova, certe situazioni bisogna viverle per capirle. Un istante dopo le lacrime iniziano a scendere incessanti, sempre di più ed io ho lui stretto sul mio petto, quel batuffolo di dolcezza su di me che mi aveva fatto vivere le ore più incredibili della mia vita. Leonardo 3,800kg per 51 cm

Ho pianto dall’emozione, stavolta ho pianto davvero tanto. Ero mamma per la seconda volta e non credevo di provare, di nuovo, un amore cosi grande.