Ansie e paranoie di una mamma

Devo ammettere che ho scritto questo articolo diverse volte, scritto, cancellato e riscritto. È un articolo che mi sta molto a cuore, un articolo in cui ci sono le ansie e paranoie di una mamma.

Christian non parla molto e anche se in tantissimi  mi dicono di stare tranquilla, che ogni bimbo ha i suoi tempi, nella mia mente si creano comunque ansie e pensieri.

<<Christian “ha solo 2 anni e qualche mese”>> mi ripete la pediatra.<< E un bimbo sveglio e intelligente ha bisogno solo del suo tempo. Non tutti i bimbi sono uguali, Signora stia tranquilla!>>

Parole che mi sento dire molto spesso, anche dalle maestre del nido che a ogni mia paranoia, come degli angeli custodi riescono sempre a tranquillizzarmi ripetendo alla fine le stesse parole della pediatra. <<ha solo bisogno del suo tempo, essendo esposto a 2 lingue i bimbi hanno generalmente 6 mesi di ritardo nell’apprendimento delle tappe del linguaggio>>.

E’ un bimbo molto vivace, che si fa capire e capisce assolutamente tutto, anche quando gli parliamo in spagnolo. Lui risponde a modo suo in tutte e due le lingue ma io continuo a demoralizzarmi, si creano sempre pensieri (negativi); non ho esperienze in famiglia di bimbi che hanno iniziato a parlare un pò più tardi e quindi le ansie aumentano.

Ho sempre “fretta” che inizi il prima possibile per paura che con l’arrivo del fratellino le cose potrebbero peggiorare o che inizi addirittura a regredire.

Alcuni mi ritengono esagerata, incluso mio marito, ed è vero si è creata in me quasi un ossessione, una forte paura che rimanga indietro rispetto a tutti gli altri bimbi. Solo chi si trova nella mia stessa situazione può capirmi.

Ogni giorno spero che sia il giorno “dello sblocco” al linguaggio o che dica qualche parolina in più ma lui avanza molto lentamente. Non so se si può parlare di pigrizia, so solo che lo sviluppo del linguaggio avviene generalmente intorno ai 24 mesi, quando il bambino possiede già un vocabolario di circa 100 parole e inizia a formare le prime frasi. Ecco sono numeri e statistiche ma Chris non ne dice nemmeno la metà. Alcuni mi dicono di togliergli il ciuccio ma non credo sia sinceramente  quello il problema visto che lui lo utilizza solo per la nanna. So che agitarmi non migliora di certo la situazione e non risolvo nulla ma sogno ogni giorno che sia << la volta buona>> senza che io stia a chiedergli “ come si dice.?.” o di ripetermi in sillabe qualche parola nuova, sogno quel giorno in cui di sua spontanea volontà mi corra incontro e pronunci “ mamma ti voglio bene”. e so che quel giorno piangerò.